Diario da Cannes 2025: Dossier 137

Colpiscono le similitudini tematiche tra Two Prosecutors di Loznitsa e Dossier 137 di Dominik Moll, terzo film in concorso a Cannes 2025. Come l’opera di Loznitsa, anche il film francese racconta un’indagine volta ad accertare un’ingiustizia perpetrata dallo Stato ai danni di un cittadino. In entrambi i casi, lo Stato emerge come un’entità multiforme il cui fine ultimo non è la tutela delle persone né della giustizia sociale, ma la propria conservazione.

Il film è ambientato durante le proteste dei gilet gialli in Francia, tra l’autunno del 2018 e l’inverno del 2019. Durante una manifestazione, un ragazzo inerme viene colpito alla testa da un proiettile antisommossa sparato dalle forze speciali di polizia, riportando danni permanenti. Stéphanie (una straordinaria Léa Drucker), poliziotta dell’IGPN — l’Ispettorato generale della polizia nazionale, l’organismo che “controlla i controllori” — conduce l’indagine con ostinazione e rigore fino a individuare i responsabili.

L’inchiesta porta alla luce un apparato statale profondamente classista, in cui l’élite macroniana appare come una casta chiusa, e un ambiente poliziesco segnato da sessismo, maschilismo e ipocrisia.

Scritto da Moll insieme a Gilles Marchand, il film brilla per chiarezza narrativa, precisione ritmica e capacità di coinvolgimento.

Il pregio maggiore di questo ottimo procedural è la sua estrema sobrietà, sia nella costruzione drammaturgica sia nella messinscena. L’ordinarietà della protagonista — mossa da nient’altro che la passione per il proprio lavoro e da un profondo senso etico — insieme all’essenzialità visiva del film, suggeriscono che il “dossier 137” sia solo uno dei tanti casi di soprusi e violenze “istituzionali” destinati a rimanere impuniti.

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Diario da Cannes 2025: Alpha di Julia Ducournau

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Diario da Cannes 2025: Two Prosecutors