Diario da Cannes 2025: Two Prosecutors

Sergei Loznitsa è un regista documentarista ucraino, autore dei bellissimi Meidan e Austerlitz, e del provocatorio Donbass, che risale al 2018 e che è un oggetto indefinibile tra documentario e finzione. Sette anni dopo, Loznitsa approda al cinema narrativo nel concorso principale di Cannes con questo Two Prosecutors, drama storico ambientato nel 1937, nel pieno delle grandi purghe staliniane.

Il film è basato su una piece teatrale dello scrittore russo Georgy Demidov, scienziato e divulgatore detenuto per quasi vent’anni in un gulag proprio durante il terrore staliniano.

La storia è quella del giovane procuratore distrettuale Kornyev, interpretato magnificamente da Aleksandr Kuznetsov, idealista e legato agli ideali utopici della Rivoluzione. L’uomo, dopo aver ricevuto una misteriosa e disperata lettera scritta con il sangue da un detenuto del carcere di Bryansk, si muove per denunciare le torture che avvengono nei campi di detenzione, arrivando fino a un faccia a faccia con il procuratore generale.

Se è abbastanza scontata la fine che Kornyev è destinato a fare, lo è molto meno la messinscena di Loznitsa, che si concentra sulla rappresentazione del soffocante apparato burocratico dell’URSS, un labirinto respingente che sembra costruito scientemente per scoraggiare o stritolare ogni forma di libertà di pensiero. Questa opprimente sensazione è accentuata dall’insistenza su dettagli come le enormi porte del carcere, le infinite scale, i volti inespressivi dei custodi di quella che, nata come una rivoluzione per la libertà e l’uguaglianza, è diventata una spietata macchina per la conservazione del potere, in cui la ramificazione dell’apparato simbolico dello stato finisce per diventare cortocircuito avvitato su se stesso.

Dirtto in modo rigoroso, con un taglio molto alto (risuonano echi di Dostoevskij e Kafka), splendidamente rectitato, Two Prosecutors è un solidissimo esempio di cinema civile, che mette in scena il passato per parlare del presente

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Diario da Cannes 2025: Dossier 137

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