Disclosure Day: l’alieno come l’ultimo essere umano
Steven Spielberg torna agli extraterrestri per raccontare ciò che l’uomo ha smarrito dentro di sé. Il giorno in cui l’umanità scopre di non essere sola nell’universo è anche il giorno in cui scopre di essere diventata sola dentro se stessa.
Backrooms, un sintomo perfetto del nostro tempo
Nel weekend d’apertura, il film ha incassato 81,4 milioni di dollari nel mercato nordamericano e ha raggiunto 118 milioni a livello globale. Il film non nasce da un romanzo famoso, non appartiene a una saga consolidata e non ha star di primo piano. Arriva da Internet. Ed è da Internet che bisogna iniziare a ragionare.
La pallina e il predatore
Marty Supreme di Josh Safdie, prodotto da A24 con il budget più alto della sua storia, trasforma lo sport in metafora dell'ambizione americana e della sua violenza nascosta. Chalamet offre una performance da Golden Globe, con un personaggio vorace e vulnerabile che incarna la fame di successo del dopoguerra. Un'opera frenetica e intelligente.
Il trauma come forma, lo spettacolo come limite
Avatar: Fuoco e cenere, terzo capitolo della saga di James Cameron, sposta il racconto dal mito ecologista al melodramma del trauma, introducendo il Popolo della Cenere e una Pandora in cui la fede vacilla. Il film conferma la maestria visiva di Cameron e la sua capacità di costruire un cinema tattile e immersivo, ma soffre di una struttura narrativa troppo simile a La via dell'acqua.
No Other Choice, di Park Chan-wook
No Other Choice di Park Chan-wook, in concorso a Venezia 2025, è una commedia nera sul capitalismo e la precarietà lavorativa. Lee Byung-hun interpreta un operaio licenziato che, pur di sopravvivere, arriva a eliminare i rivali nella ricerca di un nuovo impiego. Un film spietato e grottesco che, nel confronto con Parasite, esplora il lato oscuro della competizione sociale contemporanea.
Diario da Venezia/82: After the Hunt, di Luca Guadagnino
After the Hunt, presentato fuori concorso a Venezia 2025, è il nuovo thriller psicologico di Luca Guadagnino ambientato a Yale, tra corridoi competitivi e tensioni morali nel post-#MeToo. Julia Roberts, professoressa di filosofia in corsa per la cattedra, e il collega-rivale Andrew Garfield, in un drama tra lealtà e verità. Il film esplora zone grigie, potere e ambiguità evitando lo schema vittima-carnefice, con un cast d’eccezione e dialoghi taglienti. A tratti dispersivo, resta un’opera elegante che interroga accademia, desiderio e cancel culture senza offrire soluzioni facili.